Libere conversazioni con i nostri poeti e scrittori, considerazioni a margine di parole e immagini, ed avventure letterarie inedite
giovedì 8 settembre 2022
mercoledì 7 settembre 2022
Ancora sulla Luna...
Mi piacerebbe raccontare della mia dolce Luna, e, tanto per farvi capire quale fosse il nostro rapporto, dirò semplicemente che era una figlia, una sorelle, talvolta una madre. Quando la portai a casa, non era in grado di saltare sul letto; eppure aveva cinque mesi: questo significa che la sua vita era, sino a quel momento, trascorsa in una gabbia, penso, o in qualche altro spazio nel quale non poteva muoversi. Aveva molta paura: camminava rasente ai muri di casa, cercando di essere invisibile. Poi tutto questo finì, e la mia Luna divenne espansiva, sicura di sé e, certamente, molto felice. Era la mia compagnia nei momenti di studio in preparazione dei concorsi, o quando componevo qualcosa. Il pc aveva allora un enorme monitor, e lei, talvolta, se ne stava lì sopra, tranquilla come su un canapé. La prima gatta non si scorda mai, anche se poi non ho potuto fare a meno di accogliere un altro micino, ma questa è un'altra storia.
La dolce Luna, all'età di circa nove anniLa Luna morì dopo una malattia per la quale era stata operata; l'intervento le consentì di vivere ancora per qualche tempo, sempre serena, sempre vicina a me. Io le dicevo "Luna, fammi vedere come sei bella! Oh...ma come siamo belle..." (il tono era sempre lo stesso, modulato appositamente). Allora, lei girava graziosamente su se stessa, tipo alle sfilate di moda. Continuò a fare questo, su mia richiesta, sino a poco tempo prima di lasciarmi. Negli ultimi giorni della sua vita, era tanto, tanto magra, debole, e tuttavia mi seguiva instancabile ovunque andassi. L'ultima sera, non mancò di venirmi incontro, sul letto, facendo le sue fusa inconfondibili, e con la coda alta. Così come, l'indomani, nel momento in cui era sul punto di andar via, mi salutò con un sommesso ron ron.
martedì 6 settembre 2022
Storia di Luna
Quando, dopo giorni, finalmente me la portarono, rimasi incredula: doveva essere un gattino persiano, rosso di pelo. Avevo scelto di prendere con me un persiano, perché le mie conoscenze personali si esaurivano con questa tipologia, pelosa e tranquilla. Il gatto, chiuso in una vecchia gabbia, era stato completamente rasato, tranne sulla coda, miracolosamente intatta. Così, le zampine apparivano innaturalmente lunghe, per un persiano. Il colore, ricordava un'albicocchina chiara, e la pelle traspariva rosea sotto quel povero pelo portato a zero. Domandai, cinicamente,se quello fosse effettivamente il mio persiano. Il signore in questione non solo confermò, facendomi ammirare la coda della povera creatura, ma aggiunse che si trattava della figlia di un campione. Ovviamente non m'importava nulla del padre blasonato, e osservavo, invece, alcune escoriazioni sul dorso della gattina, dovute senz'altro a una rasatura maldestra e sbrigativa. Realizzai che la cucciola, evidentemente piena di nodi inestricabili, era stata lavata e tosata quella stessa mattina. Aperta la gabbia, la terrorizzata persianina mi volò letteralmente tra le braccia, e si aggrappò alla mia maglietta. Intuiva che l'avrei salvata?
Una bella classetta (racconto)
Una bella classetta tutta di femmine Dai tempi dell'asilo sino al termine della scuola media, Agata dovette frequentare una scuola di...
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A mia madre Mamma che non ci sei piu',da oltre trent'anni che sono volati, che sono ricordi perduti - ma non per me- mamma capisco...
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SAFFO GENTILE (parte 1^) Parto da lontano, per arrivare, alla fine di questa parentesi storico-letteraria, al nucleo che mi interessa: una ...


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